In questa pagina sono inserite, in sintesi, le domande più frequenti rivolte al personale ARMENA in relazione ai servizi erogati ed alle attività svolte, e le relative risposte.
Questa sezione si autoalimenta: le domande più frequenti, rilevate in occasione di eventi, contatti ed altri momenti di interazione con l’utenza vengono accorpate e inserite in progress.

 

FAQ ACQUE

Cosa si intende per pozzo?

Il pozzo è una perforazione o scavo che penetra nei terreni e che pone in comunicazione la superficie con la falda acquifera presente nel sottosuolo.
Tale derivazione deve essere progettata e realizzata in modo che, in nessun caso, le acque di superficie possano raggiungere, senza controllo, le falde attraverso lo scavo, né mettere in comunicazione falde superficiali con quelle più profonde.
Il pozzo deve essere munito (secondo la normativa vigente), di apposito misuratore di volumi installato da ditta specializzata ed abilitata.

Chi è tenuto a richiedere l’autorizzazione alla trivellazione e la concessione all’utilizzo delle acque sotterranee?

Le acque sotterranee sono un bene pubblico e sono tutelate dalle leggi dello Stato nell’interesse della collettività e dell’ambiente.
Chiunque (proprietario o utilizzatore) intende realizzare un pozzo per attingere acqua dal sottosuolo, per usi non domestici, deve richiedere alla Provincia di Napoli apposita autorizzazione per la trivellazione e specifica concessione per lo sfruttamento delle acque. Per gli usi domestici è prevista una semplificazione delle procedure finalizzate al rilascio del nulla osta alla trivellazione e, a trivellazione eseguita, alla notifica dell’attestazione dell’avvenuta verifica della legittimità dell’utilizzo del pozzo.

Le acque ad uso domestico sono soggette a rilascio di concessione?

Le acque sotterranee destinate esclusivamente ad uso domestico non sono soggette a concessione. L’interessato è tenuto a far pervenire all’Amministrazione Provinciale “denuncia di esistenza di pozzo ad uso domestico”, corredata della documentazione di tecnica ed amministrativa cui alla Delibera di G.R.n°184/12. A seguito della verifica di quanto prodotto si procederà alla restituzione della documentazione, vidimata dall’ufficio, per l’attestazione dell’avvenuta verifica della legittimità dell’utilizzo del pozzo.

Cosa si intende per utilizzo domestico delle acque?

Sono compresi negli usi domestici tutti gli utilizzi delle acque, previsti nell’articolo 93 del R.D. 1775 del 1933, rivolti ad esclusivo uso familiare e non configuranti un’attività economico-produttiva e/o con finalità di lucro (art.3, comma 1, lettera n della D.G.R. n°184 del 12.04.2012); le derivazioni devono essere contenute nel limite di 1,0 litro al secondo e con un volume complessivo di 1.500 metri cubi all’anno.
Il proprietario di un fondo ha la facoltà, per gli usi domestici, di estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee nel suo fondo, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge.

Quali sono le acque e le attività non soggette al vincolo?

La raccolta delle acque piovane in invasi o cisterne a servizio di fondi agricoli o di singoli edifici (L. 36/94 Legge Galli art. 28, comma 3).

Qual’è l’iter previsto per ottenere l’autorizzazione alla trivellazione?

L’iter previsto è:
1. invio (da parte del richiedente) della richiesta di autorizzazione alla trivellazione alla Provincia di Napoli, corredata della documentazione necessaria (vedi sezione moduli on line)
2. inoltro (a cura della Provincia di Napoli) della richiesta ad AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.
3. controllo tecnico-amministrativo della documentazione a corredo della richiesta (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.)
4. attività svolte in parallelo (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.)
– contatto degli enti preposti per i pareri di compatibilità (Ambito Territoriale Ottimale, Consorzio di Bonifica, Settore Acque termominerali e Cave torbiere della Regione Campania, ASL)
– pubblicazione della richiesta sull’Albo Pretorio del Comune interessato
– contatto con il richiedente per eventuali integrazioni della documentazione
5. sopralluogo tecnico (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.)
6. trasmissione (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.) alla Provincia di Napoli della relazione tecnica conclusiva dell’istruttoria realizzata
7. determinazione di autorizzazione all’esecuzione di un pozzo (a cura della Provincia di Napoli)
8. controllo tecnico dei lavori di esecuzione del pozzo (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.)
9. redazione (a cura di AR.ME.NA SVILUPPO S.p.A.) della relazione tecnica dell’avvenuto controllo della trivellazione, propedeutica al rilascio della concessione
10. rilascio della concessione, in caso di esito positivo dell’istruttoria, da parte della Provincia di Napoli.

Qual’è l’iter previsto per ottenere la concessione allo sfruttamento delle acque sotterranee?

L’iter previsto è:
1. Consegna di una marca da bollo (a cura del richiedente la concessione) per la pubblicazione sul BURC, dell’estratto dell’istanza di concessione (a cura della Provincia di Napoli)
3. preparazione del disciplinare di concessione e della tabella dei canoni da versare (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
4. convocazione del richiedente (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) per la firma del disciplinare di concessione e per il ritiro delle ricevute dei canoni versati
5. invio del disciplinare firmato alla Provincia di Napoli per la firma (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
6. consegna (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) del disciplinare al richiedente per la registrazione presso l’intendenza di finanza
7. registrazione presso l’intendenza di finanza
8. predisposizione della Determina di Concessione (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.);
p. pubblicazione su BURC della regione Campania dell’estratto della Determina di Concessione (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.);

Chi rilascia alla fine del controllo la concessione all’utilizzo delle acque sotterranee?

La Provincia di Napoli di Napoli ha affidato ad ARMENA Sviluppo S.p.A. l’incarico di gestire su tutto il territorio di propria competenza l’istruttoria tecnica ed amministrativa delle richieste pervenute.
Al termine dell’istruttoria, in caso di esito positivo, la Provincia di Napoli può rilasciare l’autorizzazione alla trivellazione del pozzo e/o la concessione per l’utilizzo delle acque.

Qual è l’iter per i pozzi autodenunciati?

L’iter previsto è:
1. presentazione (a cura del richiedente) della richiesta di concessione all’utilizzo (vedi pagina moduli on line)
2. invio (a cura del richiedente) della documentazione prevista (vedi pagina moduli on line)
4. eventuale richiesta di integrazione della documentazione (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
5. esame della documentazione e convocazione del richiedente (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
6. eventuale richiesta di integrazione della documentazione (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
7. invio (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) agli enti preposti copia della documentazione acquisita per i pareri di compatibilità (Consorzio di Bonifica, Settore Acque termominerali e Cave torbiere della Regione Campania, ASL, Autorità di Bacino della Regione Campania
8. eventuale sopralluogo tecnico (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.)
9. redazione della relazione tecnica finale (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) in caso di parere positivo
10. redazione della relazione tecnica finale (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) in caso di parere negativo per la chiusura del pozzo
11. eventuali prescrizioni fornite (a cura della ARMENA Sviluppo S.p.A.) all’utente durante il sopralluogo per l’eliminazione di eventuali manchevolezze
12. controllo finale (a cura della Provincia di Napoli)
13. archiviazione del fascicolo nel catasto pozzi (a cura di ARMENA Sviluppo S.p.A.)ed avvio delle successive fasi per il rilascio della concessione.

Cosa si intende per sicurezza dell’impianto?

L’estrazione delle acque sotterranee non deve incidere sul regime e sul naturale equilibrio delle falde, non deve produrre inquinamento e non deve depauperare la risorsa idrica. E’ necessario, pertanto, prevedere e realizzare impianti idonei per una corretta estrazione ed utilizzare apposite coperture per evitare contatti tra la superficie esterna e le falde.

Quali sono gli obblighi dell’utilizzatore del pozzo?

L’utilizzatore del pozzo è obbligato a:
• mantenere in regolare stato di funzionamento le opere di raccolta, derivazione e restituzione delle acque;
• comunicare preventivamente ogni variazione che apporti modifiche alle opere realizzate;
• regolare la derivazione in modo da non prelevare quantitativi eccedenti quelli concessi;
• sospendere l’attività estrattiva quando si manifestano delle anomalie nel funzionamento;
• provvedere al completo riempimento e sigillatura del pozzo quando ne sia cessata l’utilizzazione e darne comunicazione alla Provincia di Napoli;
• comunicare annualmente i quantitativi di acqua prelevata.
L’utente, inoltre, è responsabile dei danni causati dalla cattiva manutenzione di tutte le opere realizzate.

Chi è obbligato a dotarsi dei misuratori di volume (contalitri)?

Tutti gli utenti di acque pubbliche, incluso l’utilizzo per uso domestico, sono tenuti all’installazione e manutenzione in regolare stato di funzionamento, di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua pubblica derivati, previa apposizione di sigillo in piombo da effettuarsi da parte di personale dell’Ente concedente, in corrispondenza dei punti di prelievo (L.R. 290/99).
È fatto obbligo di comunicare, all’Ente Concedente, il guasto del misuratore.

Quali sono le destinazioni d’uso delle acque?

Secondo la legge n. 36/94 art.18 le destinazioni d’uso sono:
• Irriguo
• Industriale
• Consumo umano
• Piscicoltura – irrigazione attrezzature sportive – irrigazione verde pubblico
• Igienico – assimilati (servizi igienico-sanitari, servizi antincendio, impianti di autolavaggio, lavaggio strade e tutti gli usi non previsti dalle altre definizioni).

Qual’è la modalità per la chiusura provvisoria di un pozzo?

Chi intende rinunciare temporaneamente alla concessione per l’utilizzo delle acque sotterranee deve procedere alla chiusura del pozzo, secondo la seguente modalità:
1. rimozione dal perforo della pompa e delle tubazioni di emungimento
2. occlusione dell’intera luce del foro, così da impedire (in modo semipermanente) l’accesso al pozzo.
La sigillatura del pozzo si considera provvisoria (3 anni), in vista di un futuro riutilizzo dello stesso previo inoltro di istanza di concessione allo sfruttamento delle acque sotterranee alla Provincia di Napoli.
Se entro 3 anni non si manifesta l’intenzione di riutilizzare il pozzo la Provincia di Napoli si riserva di prescrivere la chiusura definitiva mediante cementazione.
Per la documentazione relativa vedere pagina moduli on line.

Qual’è la modalità per la chiusura definitiva di un pozzo?

Chi intende rinunciare definitivamente alla concessione per l’utilizzo delle acque prelevate dal pozzo deve:
1. rimuovere dal perforo la pompa e le tubazioni di emungimento
2. riempire il pozzo con materiale inorganico inerte dal fondo fino a non meno di 6 metri dal piano campagna
3. la rimanente parte del pozzo deve essere sigillata con materiale impermeabile, come impermeabilizzati devono essere gli eventuali tratti di falde sospese.

Qual’è la principale normativa di riferimento in materia di acque sotterranee?

• R.D. 1775/33 e s.m.i., recante “Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici;
• L.R. 16/82 “Indirizzi programmatici e direttive…in materia di acque e acquedotti”
• D.P.R. 236/88 “Attuazione della direttiva CEE n. 80/778 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano”;
• L. 36/94 (Legge Galli) “Disposizioni in materia di risorse idriche”;
• D. Lgs 275/93 “Riordino in materia di concessione di acque pubbliche”
• D. Lgs. 152/99 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento…”
• L. 290/99 “Proroga dei termini nel settore agricolo”;
• D.Lgs 258/2000 “Attuazione direttiva CEE 98/83 relativa alla qualità delle acque destinate a consumo umano”;
• D.G.R. 3944/01 “Semplificazione delle procedure per le concessioni di utenze minori di acque pubbliche”;
• D. Lgs 152/06 “Norme in materia ambientale”
• D.G.R. 1220/07 “Adozione piano di tutela delle acque”;
• D.G.R. 184/12 “Approvazione “regolamento per la disciplina delle procedure relative a concessioni per piccole derivazioni, attingimenti e l’uso domestico di acque pubbliche”.

Qual’è la durata delel concessioni

Le concessioni alla derivazione sono rilasciate per una durata nei limiti massimi stabiliti dall’articolo 21 del R.D. 1775 del 1933, per ciascuna tipologia di utilizzo.

·       Consumo umano durata massima 30 anni
·       Uso irriguo Durata massima 40 anni
·       Uso igienico ed assimilati Durata massima 30 anni
·       Uso industriale Durata massima 30 anni

E’ fatta salva la facoltà dell’ente concedente, su parere dell’autorità di bacino competente per territorio, di procedere alla revoca, alla limitazione anche non temporanea, o alla sospensione della concessione, nei casi previsti agli articoli 26 e 29 della D.G.R.n°184 del 12.04.2012.